Gemelli

I gemelli Isola Bella sono disegnati e realizzarti da esperti orafi, in argento Sterling 925 placcato oro.

Dal design moderno ed esclusivo, sono perfetti per chi ama i dettagli di stile e gli accessori dalla forte personalità.

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La Collezione

Bummulu

130,00

L’anfora siciliana per eccellenza. Antica compagna di carritteri e viandanti, ancor oggi viene annoverata tra gli strumenti più caratteristici, perchè vuota, soffiando dentro la sua cavità, emette un sibilo basso, che è unico nella sua sonorità.

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Mori

159,00

Le teste di Moro sono simbolo della tradizione siciliana. Raffigurano i volti due giovani, un Moro e una giovane fanciulla dalla pelle bianca e sono legati ad un’antica leggenda di amore e gelosia.

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Trinacria

149,00

La Trinacria è il simbolo della Sicilia.

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Ruota

149,00

Uno degli elementi essenziali, che compongono il carretto siciliano. Questa parte, in modo specifico, annovera l’essenza dell’arte artigiana Siciliana.

La scultura, con l’intaglio del legno, la pittura dei simboli della tradizione, il sole stilizzato e ancora, scene di battaglia e figure arcaiche. I colori si intrecciano e si fondono in un connubio armonico che diventa la vera espressione del calore della tradizione.

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Asso di mazze

149,00

Questa figura aveva un significato specifico che valeva come monito per chi volesse attaccare briga o, come qualcuno sostiene, era associato alla grattarola (grattugia) come una sorta di amuleto contro le corna o gli invidiosi.

Pala fico d’India

149,00

Il fico d’India è legato, nell’immaginario collettivo, alla Sicilia. Simbolo di forza e di colore dell’Isola perché il frutto proviene da una pianta selvatica che spesso non irrigata, sopravvive a mille intemperie. Qui viene utilizzato come alimento prezioso per l’inizio della giornata lavorativa del contadino, soprattutto nella stagione della vendemmia; in tutta l’Isola da San Cono  alle pendici dell’Etna, dal nisseno fino all’agrigentino è tradizione infatti consumare fichi d’india durante la colazione. Costume che deriva dall’antica usanza del proprietario della vigna che donava senza parsimonia questi dolci frutti ai suoi vendemmiatori per impedire che mangiassero troppa uva durante il raccolto.

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